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lunedì 5 gennaio 2015

Ciao Pino

Erano gli anni ottanta, la domenica pomeriggio con i dolci del Bar Guida che Dunia portava ogni settimana, il te con il latte, e Gianni Miná sulla rete 2 in compagnia di Pino Daniele.
Sono immagini scolpite nella mente che non andranno mai via.

"Se un altro mondo ci sará, io voglio incontrarti ancora"

Ciao Pino.

lunedì 17 marzo 2014

I feel good

Mia figlia, che ormai viaggia verso i due anni e mezzo, sta divorando le tappe musicali in maniera spaventosa. Dopo aver ascoltato Bruno Lauzi sin dalla nascita con frequenza al limite della legalità, è arrivata di colpo ai Gorillaz passando temporaneamente per Max Gazzè. E guai a cambiare la programmazione musicale quando si è in auto!!!

giovedì 26 dicembre 2013

Le cassette di Nino C.

Quando neanche i cd erano all'ordine del giorno,  a Locorotondo l'unico modo per ascoltare della buona musica a buon mercato era Nino C.
Un negozio di elettrodomestici chiuso in un seminterrato (forse per rivendicare la sua natura clandestina), dove era possibile scegliere un cd e chiederne la riproduzione su musicassetta rigorosamente TDK. Con Seimila lire potevi collezionare una discreta libreria musicale a fronte dei costosi Cd (si viaggiava nell'ordine delle Trentamila lire).
Gli anni novanta sembrano appena superati, eppure Spotify e company erano solo un lontano miraggio. 
Tra le cassette che nel 1995 non mancavano a nessuno dei mangianastri dei locorotondesi (con i titoli scritti a pennarello da Nino C.) c'era questo indimenticabile album di Pino Daniele,  non averlo sembrava quasi un reato. 
Qualche anno più tardi arrivarono i masterizzatori,  e qualcuno cominciò a gridare al miracolo.

lunedì 30 settembre 2013

Matematica e Pink Floyd

Ho preparato l'esame di matematica all'università con l'impegno di un bambino che per la prima volta sale sulle montagne russe. 
La matematica durante i cinque anni posteriori alla scuola dell'obbligo è stata un'opinione: la promozione si otteneva a suon di punti di merendine, così alla fine dell'ultimo anno scolastico abbiamo regalato alla prof il fornello del Mulino Bianco, così per evitare qualsiasi rischio.
I problemi sono arrivati poi all'università, quando durante le lezioni di matematica riuscivo solo a prendere appunti. Per il resto non capivo nulla, ma gli appunti, i miei appunti, sono diventati i più fotocopiati dell'anno accademico 1999/2000, perché la mia era precisione certosina quella di ricopiare dalla lavagna e scrivere le considerazioni del docente per ogni teorema, corollario o assioma che capitasse a tiro.
Dopo le lezioni, però, l'esame dovevo pur prepararlo, ed è stato così che ho conosciuto Beniamino, il mio fratello universitario con cui ho convissuto fino alla laurea.
In cambio di lezioni sulla geometria descrittiva (e lì si che ero un fenomeno), cominciò ad invitarmi a casa sua per darmi qualche lezione di matematica. La sua era una stanza singola dove un letto ci entrava a malapena e i libri erano seminati sul pavimento (in più c'era solo una scrivania). 
Il ricordo più bello di quelle lezioni erano gli esempi che Beniamino trovava per spiegarti qualcosa, della serie: abbiamo cinque caramelle e quattro bambini... così riusciva a spiegare il Teorema di Lagrange o quello di Rolle senza alcuno sforzo.
E poi, cosa ancora più importante, durante le sue lezioni si ascoltavano sempre i Pink Floyd: il suo impianto stereo dell'Aiwa sul davanzale di una finestra sempre chiusa, mandava continuamente il doppio album dei Pink Floyd The Wall. 
E così ho superato il mio primo esame di matematica con Syd Barret e Roger Waters. Dopo quell'esame Beniamino si trasferì a casa mia, ma quella è un'altra storia.


domenica 8 settembre 2013

Decadance




"Qui serve un segno di rispetto per la gente, in questa bassa marea"
Ivano Fossati - La decadenza