Erano gli anni ottanta, la domenica pomeriggio con i dolci del Bar Guida che Dunia portava ogni settimana, il te con il latte, e Gianni Miná sulla rete 2 in compagnia di Pino Daniele.
Sono immagini scolpite nella mente che non andranno mai via.
"Se un altro mondo ci sará, io voglio incontrarti ancora"
Gli incontri occasionali con mio zio si contraddistinguono sempre di accese considerazioni sulle vicende politiche del nostro Paese. Puntualmente, fatte tutte le premesse del caso, la sua chiosa è sempre la stessa: "Tu vuoi sentire a me? Noi non ci salviamo!"
Eppure cerco di conservare un certo ottimismo, considerando che mia figlia ha quasi tre anni, e a breve ne arriverà un'altra.
Però adesso, sinceramente, non ce la faccio più. Ricordo che tempo fa, quando in famiglia c'era da pagare qualche imposta, i bollettini arrivavano a casa e si andava in Posta a saldare il pagamento, e il bollettino arrivava più o meno come il Natale: per ogni imposta c'era un periodo di riferimento, e tu lo sapevi già.
Ma adesso non ci capisco più niente, perché alle porte di ottobre, non conosco ancora quali saranno le imposte di quest'anno. Ho pagato a giugno un acconto IMU, ma non so quanto sarà il saldo, non so se con l'IMU ho già pagato un po' di TASI, non so se la TASI cancella l'IMU, anche se non so se l'IMU mi costerà meno della TASI. Ma poi c'è la IUC che è insieme TASI e IMU, ma potrebbe essere solo TASI, chi può dirlo. Senza parlare della TARI, che una volta era TARES, ma lo è stato solo per poco tempo, giusto il tempo di pagarla che già le han cambiato nome. E la TARI però ad oggi non l'abbiamo ancora pagata perché non conosciamo il suo importo, però l'importante è che ci sia, altrimenti poi la TASI potrebbe sentirsi sola.
Allora sentite: io le tasse le ho sempre pagate e voglio continuare a pagarle, però, per piacere, non prendeteci in giro, se quest'anno vi inventate la VAFI, abbiate la bontà di decidere le condizioni di pagamento l'anno prima che venga pagata, perché non possiamo stare sulle spine ogni giorno senza sapere che cosa pagare, cercate di avere un minimo di rispetto per la gente, perché il rispetto per gli altri è proprio quello che vi manca!
Prima di iscrivermi all'università, qualcuno mi disse che sarebbe iniziato uno, non l'unico, dei momenti più belli della mia vita. Sul momento non ne capii il significato, preso dall'ansia del test di ingresso e da tante altre situazioni che avrebbero preceduto quel periodo.
Poi, per qualche anno, ti ritrovi per la prima volta fuori di casa (seppur poco lontano), con persone che per scelta o per caso diventano la tua famiglia.
Con loro in quegli anni ho condiviso tante emozioni, sono cresciuto, gli anni sono passati, e come la vita insegna, ognuno ha preso la sua strada.
Poi in un pomeriggio festivo di giugno, mentre con i Lego costruisco case prive di permessi di costruire insieme a mia figlia, alcune immagini tornano alla mente.
Con loro tornano quelle emozioni che in fondo non ti hanno mai abbandonato, e senti dentro di te che non cambieresti per nulla al mondo quei ricordi.
Quei ricordi che hanno il retrogusto di un bicchiere di Oban.
...che abbiamo come italiani non credo che saremmo mai riusciti a realizzare dei treni più larghi di quanto sia consentito.
Dopo i tedeschi che richiamano gli operai in pensione perché alla Mercedes nessuno più conosce i linguaggi di programmazione, una perla in arrivo dai cugini francesi.
Mia figlia, che ormai viaggia verso i due anni e mezzo, sta divorando le tappe musicali in maniera spaventosa. Dopo aver ascoltato Bruno Lauzi sin dalla nascita con frequenza al limite della legalità, è arrivata di colpo ai Gorillaz passando temporaneamente per Max Gazzè. E guai a cambiare la programmazione musicale quando si è in auto!!!